Briciole

attraversare la foresta

Sono appena trascorsi giorni pesanti, durante i quali l'umore è scivolato verso il basso, accompagnato da un senso di spossatezza e dall'incapacità a reagire.

Sarà anche il caldo anomalo, sarà la noia per lavori ripetitivi che mi costringono seduto davanti a uno schermo, fatto sta che i miei pensieri prendono una direzione che putroppo conosco bene: in un primo momento sembrano darmi un certo sollievo, come dire, consolatorio, ma piano piano diventano corrosivi e cominciano ad intaccare la mia serenità.

E' come addentrarsi in un territorio sconosciuto, una foresta, dove i primi passi sono piacevoli: nonostante il luogo poco famigliare, si apprezzano il verde, la luce che filtra fra le foglie, gli odori e i suoni della natura. Proseguendo, però, lo stupore e le belle sensazioni lasciano spazio all'inquietudine. Questa arriva quando si comincia a far caso alla scarsa luce, al luogo poco familiare, agli odori e ai suoni ignoti. Un po' alla volta ci si accorge di essere soli, arriva un disagio che diventa presto ansia e poi paura... E ci si ritrova senza volerlo dentro una gabbia di emozioni negative.

Allo stesso modo, un certo rimuginare mi fa attraversare scenari noti, pensieri famigliari, emozioni che conosco ed accolgo, anche se sono cupe.
Ma piano piano i pensieri e le emozioni negative mi sopraffanno, non riconosco ciò che ho intorno e mi sento di nuovo perso.
Faccio conto sulle mie forze, cerco di reagire e di ritrovare la strada verso la serenità e l'ottimismo, ma fatico.
E un'altra settimana mi vede arrivare alla fine emotivamente sfinito e sfiduciato.