viaggio /9: ...come sciare
Vedo il mio attuale periodo di cambiamento come sciare.
Modificare abitudini, atteggiamento verso la vita, pensieri e così via è una trasformazione.
Se cercassi di realizzarla mettendo in atto un "grande impegno", a lungo termine non funzionerebbe e so che mollerei la presa, precipitando nelle mie consuete abitudini.
Il cambiamento che sto cercando di mettere in atto non deve essere una scalata alla montagna, non devo raggiungere una vetta, non devo consumare enormi energie in grandi sforzi.
Piuttosto, sarà come sciare: lasciarsi portare dalla discesa e impegnarsi solo per decidere le traiettorie migliori, quelle che ci vengono naturali e che fanno per noi.
Le sensazioni della scorsa settimana, molto faticosa, ma posso dire bellissima, mi hanno fatto pensare a questa metafora, la stessa che ho raccontato al mio psicologo.
Mi si è acceso qualcosa che non so spiegare: ho di nuovo voglia di dedicarmi alla vita e al lavoro, cercando di godere di quello che faccio momento per momento, ignorando paure e preoccupazioni inutili, quelle che nascono dai rimuginamenti.
Voglio sentirmi non una persona da capire o da consolare, ma qualcuno su cui contare.
E al momento ci sto riuscendo: riesco a sentirmi tranquillo e sereno e ad agitarmi magari solo per la fretta, ma non per l'ansia.
Il clima intorno a me è subito migliorato, sia a casa che al lavoro, dove ho avuto un riscontro eccellente.
Aspetto solo che arrivi il "momento difficile" al lavoro, quello che di solito mi manda in crisi, per vedere che effetto mi farà.