un faro
Pensando a mio figlio adolescente, che forse sta vivendo qualche disagio, o forse "solo" la sua adolescenza, mi sento spiazzato.
Credo sia normale non capire i figli dell'età del mio e forse non vanno per forza capiti.
Ha problemi "veri", oppure questa cupezza che a volte gli leggo in faccia è il colore delle sue emozioni, che nella stagione in cui sta vivendo sono davvero intense?
Dovrei fare qualcosa, oppure lasciarlo tranquillo?
Indagare, capire e aiutarlo a risolvere..?
Oppure accettare questo mio stato d'animo da papà preoccupato, impotente, a volte impaurito, e pensare che lui deve vivere le sue esperienze, i suoi problemi, anche i suoi dolori, per crescere..?
Credo di sapere già la risposta.
Credo di dover essere un faro: fermo sul mio scoglio, a breve distanza da lui, ma sempre acceso, visibile e pronto a illuminare con amore la sua rotta.
Che lo porterà lontano da me, ma così dev'essere.