ripresa del viaggio
Quando ho deciso di sospendere le sedute con il mio psicologo, mesi fa, l'ho fatto perché mi sentivo abbastanza bene e sicuro di andare avanti da solo.
Non che avessi risolto tutti i miei problemi, certo, ma avevo raggiunto una discreta fiducia e una serenità sufficienti per affrontare le giornate.
Quando ho deciso di smettere, mia moglie mi ha detto subito: "secondo me avresti ancora bisogno".
Sono passati dei mesi e io continuo a sentirmi abbastanza bene.
In particolare, da tanto tempo non sento quella rabbia sepolta nel profondo che mi aveva sempre accompagnato e che a periodi emergeva in superficie; non mi viene più da autocommiserarmi o da piangermi addosso quando mi capitano certe cose.
Queste sensazioni e le relative reazioni mi hanno accompagnato bene o male da quando ero bambino, anche se l'autocommiserazione, l'autosabotaggio, l'auto-insulto sono tutte cose che avvenivano dentro di me, nella testa: non parlavo, ma si vedeva che non stavo bene. Fin da bambino in famiglia ero estremamente scontroso e irascibile. Fuori casa no: mi trattenevo e cercavo di apparire gentile per sentirmi accettato.
Mi sono accorto che rispetto a solo sei mesi fa, non mi lamento più nemmeno con mia moglie: e lo facevo parecchio, anche se non nei discorsi; erano sfoghi che sparavo via whatsapp dal lavoro, il luogo dove si scatenavano i miei drammi interiori. E lei che cercava in qualche modo di arginare, o meglio, di difendersi.
Il nuovo incontro con lo psicologo serve per fare il punto dopo il percorso affrontato lo scorso inverno, dopo mesi affrontati da solo, senza guida: un periodo nel quale sono cambiate le mie sensazioni e in parte i miei pensieri e i miei problemi, che sono nuovi.
Adesso ci sono il pensiero dell'età, la paura del tempo che passa, che sembra sempre poco per cambiare vita.
La paura che siamo qui davvero per caso e che nulla abbia davvero un senso, dato che nel tempo dell'universo, siamo soprattutto non-esistenze, con un brevissimo intervallo di esistenza.
Ecco, questo brevissimo intervallo, questa esistenza: che senso hanno..?
Però adesso siamo qui, quindi "carpe diem", prendiamo ogni giorno e riempiamolo di significato, se riusciamo.
Ecco, io non riesco. O faccio fatica. Oppure riesco facendo fatica, ma non me ne rendo conto.
E alla fine mi sembra di non riuscirci.