riprendere le buone abitudini
Le Feste natalizie sono state un periodo molto piacevole di riposo e di relax.
Sono stati, come ogni anno, giorni dal ritmo diverso dal solito. E' come cambiare passo durante una corsa, si dimentica "che giorno è oggi", si vive solo del presente, in una bolla confortevole.
Mi sono rilassato davvero, anche se siamo rimasti a casa.
Mi sono rilassato anche troppo, forse, perché ho un po' perso la lucentezza che avevo acquisito soprattutto nell'ultimo mese, grazie al percorso fatto dallo psicologo.
Anche mia moglie ha confermato che mi ha visto "tornare un po' indietro", come se in certi episodi accaduti in famiglia fosse riemerso il ragazzo, quando magari serviva l'uomo.
Al lavoro, stessa cosa: mi sono di nuovo sentito distratto e un po' svogliato, mentre un mese fa ero contentissimo del mio posto di lavoro, perché sentivo di rimettermi alla prova, di "ricominciare".
Ma al ritorno dalle vacanze era ridiventato in parte, di nuovo, "solo un lavoro".
Tutto questo, in ogni caso, va bene: avevo messo in conto che la vita è fatta di alti e bassi e che avrei dovuto affrontare nuovi momenti di regressione; e ho capito che mi servono, per valutare come sta procedendo il mio percorso. Che non è finito, anche se quasi quasi, a dicembre, mi sembrava proprio che lo fosse, tanto mi sentivo bene e "carico".
Lo psicologo, nell'ultima seduta prima delle Feste, verso metà dicembre, aveva valutato che non fosse più necessario vederci ogni una-due settimane, perché stavo davvero bene. Così ha fissato il successivo appuntamento dopo un mese o più.
"In mezzo ci saranno le feste e il ritorno al lavoro, così vedremo come va e avremo materiale su cui lavorare", ha detto.
Ero d'accordo.
Ho fatto il primo incontro dopo quello di dicembre ed è stato inaspettatamemte intenso.