civetta estiva
Estate.
Caldo.
Nel piccolo ufficio dove trascorro le lunghe ore di lavoro, la porta aperta lascia entrare una leggera brezza ristoratrice. Arrivano anche le zanzare, ma sono poche e sopportabili. Mentre lavoro cerco un po' di distrazione ripensando all'inaspettato incontro di questi giorni...
Lungo il tragitto in auto verso l'ufficio, mi capita ultimamente di incontrare una civetta: un uccello piuttosto piccolo, con un testone gonfio di piume, più largo del corpo. Vista da lontano, ha la forma di una goccia rovesciata. La scorgo mentre percorro un rettilineo in mezzo alla campagna, appollaiata e immobile sul cavo elettrico, esattamente a metà strada tra due pali, imperterrita sotto un sole cocente.
È strano, ed emozionante, incontrarla di giorno: ho più di 50 anni ed è solo la seconda volta in vita mia che ne osservo una dal vivo. La prima fu qualche anno fa, quando ne vidi una appollaiata su un palo della recinzione, proprio dal giardino di casa. Strano: non sono animali notturni? Eppure, mentre di giorno ne ho viste solo due, di notte le ho sempre sentite, fin da bambino, con il loro inconfondibile richiamo.
Mi sento fortunato a provare questo senso di meraviglia: spero di non perderlo mai e di averlo trasmesso ai miei figli, almeno un po'.